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Il treno, il vagone, i binari. Tu.

Ti sale il vomito. Sei debole, non dormi. Hai gli organi doloranti, gli occhi secchi, la mascella stretta e poi hai paura però vuoi far finta che sia tutto ‘normale’ . Ma tu non sai più DOVE ti trovi. Ti dici che sono fasi della vita oppure è l’età che avanza ma non è questo e non sono nemmeno i sintomi di un risveglio spirituale, è cosa ben diversa.              E’ cosa tua.

La questione è che tu sei su un treno e a questo sei abituato: qui sei nato, cresciuto, ci lavori e qui ti sei sposato. E’ un treno pieno di vagoni, ce ne sono così tanti da farti pensare di essere libero. C’è quello della famiglia, della scuola, del lavoro, dello spettacolo, della sovversione, della spiritualità, del proibito, del consentito, dello scandalo, della religione, della satira  e tu puoi muoverti e decidere di cambiare, alzarti, sederti, mangiare al vagone vegetariano, vegano, globalizzato, puoi mangiare aria, carne o non mangiare niente. In alcuni vagoni non sei mai entrato, in altri non ci torni più perché ormai sei cresciuto.

Ci sono altre persone con te alcune le incontri solo in certi vagoni, con altre gironzoli un po’ dappertutto, ci sono i colleghi, i famigliari, gli amori, le persone famose, i mercanti, i barboni. Fuori i paesaggi cambiano: mare, collina, montagna lago, con il sole, la neve, la pioggia, la notte, hai visto albe e tramonti e hai visto il vento muovere tutte le foglie degli alberi, spostare le nuvole e sbattere contro il vetro del finestrino. Questo treno ti porta ovunque tu voglia e ci puoi fare tutto. Esiste un vagone per ogni cosa tu possa concepire, il virus, il vaccino, la cura, la malattia. Ogni cosa. Ti è sempre andata bene così, così come deve essere, così come è.

Poi però è successo che c’eri tu che passeggiavi come al solito, lungo uno dei vagoni in una calda sera d’estate e sotto di te, tu li hai sentiti, più dei tuoi passi tu li hai sentiti: i binari. E in quel momento tu lo hai realizzato, tu lo hai saputo. Hai cominciato a correre terrorizzato, di vagone in vagone: se vai avanti il treno avanza se vai indietro il treno va indietro e “lo vedi “ ti dici “ sono io che decido, posso spostarmi, scegliere, il treno segue me. Te lo dici eppure un tremore ti sta ancora dentro, non sei convinto e allora ti avvicini al finestrino “basta proseguire dritti, io voglio andare a destra “ ti dici e subito avverti che il treno si prepara a girare verso la direzione che tu gli hai indicato. Lo vedi staccarsi dai binari. Sollevato respiri un po’ più ampio ma solo un attimo perché, di fatto, vedi apparire sulla terra nuda un altro paio di binari, nati da quelli principali che proseguono dritti, mentre i nuovi nati girano a destra così proprio come tu avevi chiesto. Sei di nuovo sui binari. Fanno quello che dici tu ma COME vogliono loro.

Ti guardi intorno e tutte le persone si comportano come se niente fosse parlano di cantanti, di lavoro, di quotidianità, di straordinarietà, di politica, di rivoluzione, di ecologia, di amore e a te che adesso le guardi arrivano vuote. Vuote le forme, vuote le parole. Stai provando qualcosa di inconcepibile anche per te, qualcosa che ti immobilizza e che non riesci a spiegare. Tutto prosegue normale non è cambiato niente ma tu ti senti in trappola, tu … tu …  TU VUOI SCENDERE DAL TRENO. Hai un attacco di panico. Ti manca l’aria e la tua testa sembra rimpicciolirsi tanto da schiacciarti. Ti hanno detto di riposarti. Il medico ti ha prescritto qualcosa per lo stress, in molti ti hanno consigliato di cambiare alimentazione, qualcuno ti ha chiesto se sei ancora innamorato, se magari non hai superato qualche trauma che ora reclama attenzione … magari è tempo di cambiare lavoro … oppure potresti frequentare un seminario per perdonare i tuoi nonni … hanno scoperto un vagone nuovo, ti dicono, dove un maestro  (di quelli seri) sta proponendo una pratica incredibile, dovresti provarla! Tu ci hai pensato ma poi ti sei detto “ il punto è il treno, sono i binari! Qualunque vagoni io cambi sono sempre sul treno e voi con me! Siamo tutti sul treno, dobbiamo scendere dal treno!! “ Ne hai parlato con più persone ma le reazioni sono state molto diverse e incerte

“ … ma che stai dicendo? Quale treno?”

“ Sisi ma io ti capisco! Il punto è fare di tutti i vagoni un solo vagone e tornare all’uno. “

“ I binari ci saranno sempre ma ho letto in un libro che la cosa da fare è attraversare tutti i vagoni senza però possederli o lasciarsi possedere, finché non si arriva al primo e allora si diventa il capo del treno, l’unico vero sovrano. Ma per farlo certo, bisogna essere svegli! Perché intanto non vieni al mio corso? Lo tengo il sabato alle … “

“ … ma quello che non comprendi è che tu sei il treno! Una volta capito questo, sei libero. E i binari smetteranno di esistere. “

“ Devi lasciare andare i vagoni, spogliarti di tutto e offrire i tuoi servigi al dio carbone. “

“ Sei spaventato perché non hai studiato abbastanza: è tutta una questione di chimica e di meccanica: il funzionamento del treno te lo spiega la scienza, perfettamente, è una macchina che come tutte le cose va solo conosciuta così da poterla controllare e anzi, anche riprodurre …. Io ne sto costruendo uno tutto mio. “

“ … ah si ti capisco. Ma non scenderai mai dal treno, non si può … eh … questa è la vita è così che vanno le cose … magari quando si muore ma nessuno è mai tornato indietro per raccontarlo, no? C’è poco da stare lì ad arrovellarsi il cervello la vita è ingiusta e senza senso, goditela e basta, come faccio io! E concentrati sulle cose pratiche che sono quelle che contano! “

“ Pare che circa duemila anni fa qualcuno sia sceso da sto treno ma me pare pure che abbia fatto na finaccia … “

“ Le donne. Ora è tutto in mano alle donne, il loro risveglio ci libererà. Si si il femminile si sta svegliando finalmente e ne vedremo delle belle! Io sono una di quelle, infatti vengo dalle Pleiadi. “

E poi …

“ Amore mio … ma che stai dicendo? “

“ Come che sto dicendo? Ma non capisci: dobbiamo scendere dal treno! Come e dove abbiamo vissuto fino ad ora? E’ tutto sbagliato! Io mi sento in trappola … “

“ Ah! Con me, con la tua famiglia ti senti in trappola? “

“ No, no. Non siete voi … sono i binari! “

“ Ma quali binari? Di che cosa stai parlando? “

“ Quelli!!! Come è possibile che tu non li veda, che non li senta? Decidono tutto loro, la nostra vita qui sopra è un’illusione … tu … guarda! Guarda i vagoni prova a immaginarli … “

“ Non mi serve immaginarli, li vedo i vagoni”

“ Ah bene, è già qualcosa … c’è chi non vede nemmeno quelli, ti rendi conto? Allora adesso chiudi gli occhi e prova a sentire i binari, una volta sentiti non ce la farai più a stare qui dentro e capirai quello che sto cercando di dire … “

“NO! Sei tu che non capisci quello che dico! Io non voglio sentire! Non voglio vedere i binari! Io sto bene qui, non voglio scendere! “

E ecco. E’ questo che più di tutto ti gela il cuore.
Va bene i conoscenti, gli sconosciuti, i passanti, gli esperti che vedono o non vedono il treno i binari i vagoni ma le persone con cui hai scelto di condividere tutto te stesso … loro …

“ Ci amiamo così tanto … come è possibile che non vediamo la stessa cosa qui dove siamo? “

“ Ma dov’è che siamo? “