floriterapia

Fiori di Bach: una chiamata d’amore

Rivolgersi ai fiori è una chiamata d’amore.

Un gesto di affetto verso se stess* e di fiducia nella natura.

Le nostre emozioni non sono fisse ma oscillano, ruotano, si scambiano di posto, si accentuano oppure assopiscono in relazione al mondo esterno, agli eventi, ai cicli fisici dei nostri corpi, alla relazione che abbiamo con noi stessi, con gli altri e con l’universo.

Edward Bach intuì qualcosa di incredibile ovvero che in tutti quei momenti in cui ci sentiamo abbandonati, sconsolati, disperati, confusi, distanti, arrabbiati, incapaci, soggiogati da vortici di pensieri non più gestibili, in tutti questi casi e in molti altri non siamo soli perché a vegliare su di noi ci sono trentotto amorevoli fiori.

Questi offrono il loro aiuto sottoforma di vibrazione, come fosse un canto silenzioso che esorta e accompagna a ritrovare la strada che conduce all’emozione dimenticata, e di cui in quel momento si ha bisogno.

Parlare di emozioni non è semplice come sembra perché anche se appartengono ad un linguaggio universale non lo sappiamo più parlare. Assumere i fiori può riaprire un dialogo con se stessi e con la Natura intesa anche come Voce Divina.

Tutto avviene in modo delicato ma costante e deciso e la relazione con il fiore non si svolge partendo dal piano fisico ma da quello energetico ( eterico ) quindi nella nostra sfumatura di invisibile che vive e ci appartiene e anzi da forma alla nostra consistenza fisica.

( continua … )