scrittura

Di poesia in poesia

Sono tutta un rincorrersi di versi,
spazi bianchi e punteggiatura.
Senza tecnica senza rifinitura.
Vago di poesia in poesia
per arrivare un giorno
a scrivere quella
che in principio
mi diede la vita.
Appaiono deboli i poeti
non è vero?
Troppo sensibili
esuli di terre mai esistite …
ebbene continuate pure a crederlo
a perpetuare queste chimere
poiché se davvero ne conosceste la forza
li temereste così profondamente
da non leggere più niente.
Io ad esempio, che appaio
fragile, disadattata e inoffensiva
ho camminato a piedi scalzi
l’inferno e le sue ardenti ceneri
e non solo: mi sono fidata del diavolo
tanto da farmi vedere nuda
e assetata di fuoco.
Ho abboccato all’insegnamento
inchiodato ad un amo fatto d’oro
ma così è successo, così ho potuto
guardarlo negli occhi e ora so,
so che egli teme la morte
come il vuoto dal quale proviene.
Per questo ho in mano una storia
e posso scrivere di ogni luogo.
Concedere all’inchiostro
la libertà di affermare
che la sua roccaforte crolla
e raggrinzita gli è l’anima
ancor più della pelle.
Il diavolo lo sa.
Lo sa e non può farci niente.
A salvarmi furono gli alberi
per mezzo di un bastone
che in una visione
volava lontano, fuori dal cerchio
che egli aveva tracciato.
Mi avvertirono il Padre e la Madre
soli e poi in coro con tutte le creature
dissero – guardalo bene, guarda quest’uomo
poiché infranto è il giuramento
e costui non sa più -chi- gli abita dentro.